In corso
Georges Mathieu 1948 1969
15 Ottobre 2011 - 14 Aprile 2012

La mostra dedicata a Georges Mathieu presso la Galleria Agnellini Arte Moderna di Brescia presenta 25 opere del periodo storico dell’ artista. I primi dipinti testimoniano la “Genesi” e “l’Incarnazione” del lavoro di Mathieu quando fonda il movimento dell’Astrazione Lirica. Successivamente la mostra tratta i periodi più caratteristici del percorso dell’artista attraverso l’evoluzione della sua tecnica, dal gesto più esplosivo dei primi anni ’50, alle opere più geometriche e allo stile “quieto” della fine degli anni 60’. Georges Mathieu nasce a Boulogne sur Mer nel 1921; egli è incontestabilmente uno dei più grandi maestri della seconda metà del ventesimo secolo. Fu uno dei fondatori dell’Astrazione Lirica degli anni cinquanta ed espresse tutta la forza della sua arte su tele di grande formato. Fu l’inventore della calligrafia spettacolare, le sue opere rivaleggiarono con i grandi artisti astratti americani della sua generazione che egli stesso, per primo, invitò in Francia. Mathieu introdusse Jackson Pollock a Parigi agli inizi degli anni ‘50. Malraux vide in Mathieu il “calligrafo occidentale”.Mathieu dipinse spesso delle tele in pubblico. Ciò comportò sempre un grande rischio.La sua riflessione pittorica gli fece dire che il segno precede il suo significato. Le sue opere, create talvolta in meno di dieci minuti, sollevarono diverse critiche ma Mathieu rimase sempre fermo nelle sue idee. Tra i numerosi esempi di tele di dimensioni rimarchevoli, dipinte in pochissimo tempo, la mostra propone « Saint Georges terrassant le dragon » (cm 150x300), una grande opera epica del 1961 che egli dipinse pubblicamente a Byblos in Libano. Mathieu così qualificò i suoi lavori di estetica della velocità: “ciò che conta è il gesto e la rapidità del cervello”. Compiendo queste sue “performance”, viaggiò in tutto il mondo, sollevando passione e ammirazione verso la sua arte che paesi come il Giappone, Brasile, Canada, Europa, Stati Uniti e tanti altri ancora accolsero con entusiasmo e sorpresa. E’ senza dubbio tra gli artisti francesi più rappresentati nei musei di tutto il mondo. Intellettuale instancabile, non smise mai di dare il proprio parere sulla funzione dell’artista all’interno della società. Credeva infatti di avere il diritto di intervenire nella vita di tutti i giorni come fecero i più grandi artisti, e questo in tutti i campi: architettura, oggetti di uso quotidiano, pubblicità etc. Fu così che creò nel 1974, una moneta di 10 franchi rimasta celebre, ma anche diversi loghi (ad esempio quello per Antenne 2), francobolli, dipinti, il progetto di una fabbrica a Fontenay le Comte, manifesti per Air France e tanto altro. Le sue numerose prese di posizione sulla tecnocrazia culturale, sull’insegnamento artistico e sui media gli procurarono molti nemici. Una delle sue opere più celebri « Les Capétiens partout », 1954 (300 x 600 cm), fa parte della collezione del Museo di Arte Moderna “Centre Pompidou” di Parigi . Ecco come lo ricorda Alfred Pacquement, che ne è attualmente il direttore « Come sempre, solo la pittura sopravvive al tempo, lontano dalle discussioni del momento: “Les Capétiens partout”, a distanza di oltre mezzo secolo, è la prova della sua presenza e della sua capacità pittorica. Questo è l’essenziale. ». La mostra è accompagnata da un catalogo con i testi di: Roberto Agnellini, Dominique Stella, Gérard Xuriguera, Francesca Zappia, Gianpietro Guiotto e la cronologia a cura di Daniel Abadie.
Future
    Design e realizzazione: EVO Studios